S.S. Luciano Manara
dal 1909
Tinta biancoazzurra e nera braghetta,
grande grinta nel calciare e poi c'era
profumo di pampa in quella maglietta,
gioco del Manara alla bersagliera:
Coi baffoni in campo e con la barbetta
stile Italia giolittiana austera;
tre punte in attacco alla baionetta
e in panchina le michette e il barbera
A rifocillare gli infortunati;
correva il millenovecentonove,
in Brianza grande football nei prati
Dietro le cascine-favelas (nuove
agli schemi e ai moduli) e tanta gente
per quei Maradona apparsi dal niente.
Luciano Manara nacque ad Antegnate in provincia di Bergamo il 1825 da famiglia milanese e morì nella difesa di Roma, ucciso da una palla francese nel 1849. Amico di Carlo Cattaneo, partecipò alle Cinque Giornate di Milano ed alla Prima Guerra d'Indipendenza con un gruppo di volontari da lui stesso organizzato. Partecipò alla difesa della Repubblica Romana e fu nominato capo si Stato Maggiore da Garibaldi.
Morì nello scontro di Villa Spada il 30 Giugno.
Il corpo rimase per qualche tempo a Roma; dopo continue insistenze e suppliche, nel 1853 l'Imperatore d'Austria concesse il permesso di riportare il corpo dell'eroe a Barzanò (dove la famiglia aveva una villa) in forma "strettamente privata". Nel 1864 ai Manara venne concesso di erigere la tomba di famiglia a Barzanò.
L'epigrafe sul monumento recita: "Luciano Manara, duce di inclita legione di prodi, dava il sangue per la patria rivendivando contro lo scherno straniero l'onore delle armi italiane..."